Duc in altum!
- 29 giu
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Sabato 27 giugno, presso il Centro Educativo “La Contea”, si è tenuto l’incontro nazionale delle opere dell’Associazione di promozione sociale Santa Caterina da Siena, un appuntamento fisso da molti anni all’interno della festa dedicata a san Pier Giorgio Frassati. Sono venuti amici da tutta Italia: Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Molise, Lazio, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia. Tutti a San Benedetto per condividere esperienze di lavoro belle, piene, fatte con amici e per gli amici.
Dopo cena si è tenuta la conferenza "Duc in altum", ovvero "prendi il largo", in riferimento all'episodio della pesca miracolosa nel Vangelo, per la quale è intervenuto padre Cassian Folsom, fondatore del monastero di San Benedetto in Monte di Norcia. Padre Cassian, con la sua saggezza, ci ha illustrato la pedagogia della chiamata di Dio, che non guarda tanto alle qualità degli eletti, ma alla loro fede, come quella di Simone che dice: «Sulla tua parola getterò le reti».
Ecco qui di seguito due testimonianze della giornata:
Il tema della Festa 2026 è che due persone che si mettono insieme non fanno uno ma duemila volte uno, ma anche il filo rosso che lega persone vissute in luoghi e tempi diversi, che oggi sono arrivate fino a noi e hanno fatto sì che noi, come compagnia dei Tipi Loschi, esistiamo. Questi due temi sono ben spiegati nella giornata di oggi, 27 giugno, giornata della Confraternita di Santa Caterina da Siena (unione di tutte le cooperative che lavorano con lo stesso scopo, di attirare quante più anime a Cristo e si sono messe insieme per non essere soli). È stato eletto Nino Stilo come "Uomo dell'anno" per il suo dire sempre "sì" e per partecipare con l'entusiasmo di un bambino a tutti gli inviti che la Confraternita propone. Mi ha colpito il suo racconto perché è la storia di ognuno di noi: quando si incontra qualcosa di bello e ci si sente amati, non lo si vuole più lasciare. Crescendo, ha avuto il desiderio di occuparsi dei ragazzi perché desiderava che anche loro si sentissero amati così come si era sentito lui. Anche il mio inizio è stato così: ti senti amato e desideri che quella opportunità buona sia per tutti. La serata è continuata con la conferenza di padre Cassian Folsen, ex priore dei monaci benedettini di Norcia, nostro preziosissimo amico. Il tema era Duc in altum ("Prendi il largo") e ci ha spiegato gli episodi della pesca miracolosa descritti nel Vangelo di san Luca e in quello di san Giovanni. Sembrano narrare la stessa cosa, ma in realtà sono due momenti diversi: in quello di san Luca l'episodio rappresenta la chiamata degli apostoli, mentre quello di san Giovanni avviene dopo la Risurrezione. Ha messo a confronto lo stupore di Pietro e degli apostoli davanti all'abbondanza della pesca con il fatto che, in seguito, sarebbero stati proprio loro a stupire gli altri. Le barche stracolme, nel primo episodio, rappresentano la Chiesa che vive momenti difficili, con le ideologie pagane, l'arianesimo e le altre prove della storia; nel secondo, invece, la Chiesa è più stabile perché Cristo ci ha salvati. Ha fatto un parallelo tra quello che siamo prima di Cristo e quello che siamo dopo la venuta di Cristo: pescatori di anime. Ed è quello che diceva anche Nino Stilo: "Volevo che gli altri si sentissero amati come mi ero sentito io".
L.G.
Padre Cassiano, nella sua conferenza, ci ha mostrato quale tesoro rimanga troppo spesso sepolto nelle nostre case, relegato nell’angolo di una libreria o in fondo ad un cassetto. Come l’evangelico padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche, la sua lettura dei due episodi della pesca miracolosa è stata per noi un esempio perfetto di come la lectio divina possa dischiudere dal testo biblico tutti e quattro i sensi della Scrittura, manifestando in tutta la sua gloria e sapienza la rivelazione divina. La lettera del testo ci racconta cosa è successo (littera gesta docet) e, attraverso l’analisi delle dramatis personae, la realtà dell’episodio evangelico si compone di fronte a noi. L’individuazione di allegorie o, meglio, di “figure” o “tipi” nel testo narrato ci apre a verità spirituali (quid credas allegoria). Ne è stato un mirabile esempio la lettura numerologica dei Padri della Chiesa riguardo all'episodio della pesca miracolosa in Gv 21, 1-14. L’applicazione degli insegnamenti e delle intuizioni estrapolate dal testo alla nostra vita trasforma la storia sacra in una guida per la nostra anima (moralis quid agas). Infine, il leggere l'intero episodio alla luce dei novissimi, delle realtà eterne e della fine dei tempi ci apre al futuro ultimo della nostra vita, al momento supremo del nostro incontro con il Signore (quo tendas anagogia). Guida imprescindibile nella lettura della Sacra Scrittura è l’interpretazione indefettibile della Chiesa, espressa soprattutto attraverso l’esempio dei Padri. Molto interessante, come ci ha fatto notare Padre Cassiano, è che i Padri interpretassero la Scrittura sempre applicandola anche alla storia del loro tempo, come Agostino nella disputa con i Donatisti e Ambrogio in quella con gli Ariani. Non ci resta che seguire l’esortazione del Signore Gesù: “Duc in altum!”. Lanciamoci nelle profondità dei tesori che il Signore ci ha donato.
A.G.









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