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Un’amicizia ad alta quota: Lino Zani e san Giovanni Paolo II

  • 5 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Venerdì 20 marzo, presso il Centro Educativo “La Contea”, è stato invitato un ospite davvero speciale: Lino Zani, guida alpina e autore, che ha condiviso con i presenti la sua lunga esperienza al fianco di San Giovanni Paolo II. Questa piacevole serata, organizzata dalla Polisportiva Gagliarda, società cooperativa sociale sportiva dilettantistica, è stata dedicata all'incontro con un’amicizia determinante nata tra le montagne, sulle piste da sci, nel silenzio di paesaggi mozzafiato. L'evento si è aperto con un’ottima cena a base di pesce: insalata di mare, pasta con sugo di gamberi, pesce al forno con patate e infine un ottimo dolce. Dopo caffè e ammazzacaffè, il salone è stato riordinato per far spazio alle sedie per gli ospiti e il proiettore ha iniziato a mostrare bellissime e a tratti commoventi foto che, accompagnate dalla voce di Zani, hanno ripercorso le tappe fondamentali del suo rapporto con Karol Wojtyła, iniziato nel 1984 sui ghiacciai dell’Adamello.

Lontano dai protocolli ufficiali, il racconto si è concentrato su fatti concreti e retroscena inediti, come l'accoglienza decisamente spartana che la famiglia di Lino riservò al Papa e ai suoi accompagnatori nel proprio rifugio. Zani ha ricordato con simpatia e onestà anche i momenti di disagio: il Pontefice arrivò infatti mentre erano ancora in corso i lavori di ristrutturazione, con i bagni non ancora sistemati e le camerette destinate agli illustri ospiti che si presentavano anguste e semplicissime. Nonostante la precarietà logistica, il Papa si adattò con naturalezza a quell'ambiente essenziale, condividendo la quotidianità della famiglia Zani tra le cime dell'Adamello.

Il racconto è proseguito descrivendo le discese sugli sci, l’organizzazione logistica delle fughe del Papa in alta quota e i momenti di riflessione solitaria di fronte alle montagne. Zani ha descritto un Pontefice sportivo e dinamico, capace di unire la passione per la vetta a una profonda umanità, mantenendo un legame schietto e duraturo con chi lo accompagnava in quelle spedizioni. È stata un'occasione per conoscere da vicino un lato meno noto della vita di Giovanni Paolo II, raccontato da chi ha vissuto in prima persona quegli anni tra neve e Vaticano. Un ringraziamento speciale a Lino Zani per la sua testimonianza e a tutti i partecipanti per aver reso la serata un momento di reale condivisione.

 
 
 

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