San Giuseppe da Copertino: L'Asino che sapeva volare
- 22 giu
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La serata di venerdì 19 giugno, ha visto come protagonista un grande santo: san Giuseppe da Copertino, "l'asino" che sapeva volare. Il Centro Educativo "La Contea" ha accolto nei suoi ampi prati verdi, con il suo piacevole fresco serale estivo, tante famiglie, anziani e bambini, per la conferenza tenuta da fra Roberto Brunelli.
Con la sua ironia e simpatia, Brunelli ha saputo coinvolgere il pubblico e immergerlo in fatti decisamente soprannaturali. Infatti, san Giuseppe da Copertino, nonostante la sua grande fatica sui libri, la sua scarsissima memoria, la sua poca intelligenza e capacità organizzativa, ebbe da Dio grandi carismi e doni straordinari come quello dell’estasi, di grande discernimento delle coscienze, del buon consiglio e anche doni profetici. Occorre però ricordare che non è questo il motivo della sua santità, bensì il suo "sì" quotidiano a Dio durante tutta la vita. Giuseppe visse di grande fede, di totale abbandono nella Provvidenza, di un amore tenerissimo per la Madonna che considerava la sua Mamma, di pazienza, di umiltà e di preghiera. Tutto fu vissuto in maniera eroica.
Ecco qui di seguito una bellissima testimonianza sulla conferenza:
San Giuseppe da Copertino è sempre stato un santo a me molto caro, fin da bambina. Lo vedevo nelle immagini stampate sui santini e restavo meravigliata dal fatto che potesse volare, fantasticando un giorno di poter riuscire anch'io in quella mirabolante impresa. In più, la sua festa liturgica cade il 18 settembre, giorno prima del mio compleanno; ero contenta, perché sicura di una corrispondenza significativa tra il giorno che mi stava più a cuore e la festa del santo a me più simpatico.
Poi, crescendo, ho iniziato ad affrontare le fatiche scolastiche e sono venuta a conoscenza del suo particolare "potere", proteggere e guidare gli studenti e coloro che si trovano ad affrontare esami. Da allora non l'ho più mollato, con la preghiera assidua a lui rivolta nelle occasioni importanti che hanno costellato il mio percorso scolastico.
Col tempo ho capito che questo santo non costituiva soltanto una simpatica immagine o un portafortuna da invocare nelle situazioni di fatica nello studio. È stato una delle personalità più importanti del suo tempo e di tutti i tempi, esempio di umiltà, preghiera, sacrificio, riflessione interiore. Ma in particolare, come ci ha spiegato padre Brunelli nell'incontro di venerdì sera, di amore per Gesù sopra ogni altra cosa. Mi colpisce sempre quando sento raccontare che San Giuseppe combinava molti guai, era maldestro e addirittura nelle sue prime esperienze con i confratelli veniva considerato un buono a nulla, inetto al lavoro e alla preghiera. Così appariva agli occhi degli uomini. Agli occhi di Dio, invece, è sempre stato una creatura privilegiata, ricolma di innumerevoli doni che noi consideriamo soprannaturali, come la bilocazione, la lettura delle coscienze, la profezia. Tutti segni dell'incondizionato amore di Dio verso la sua persona. Lui lo ricambiava con un'esistenza spesa in preghiera e penitenza, usate come armi potentissime per essere umile, paziente e obbediente. Queste sono virtù morali ottenibili solo con un duro lavoro su di sé, che lo ha portato a salire in alto, anche fisicamente! Ciò che ha colpito padre Brunelli, ci raccontava venerdì sera, ha sempre colpito anche me: lui era davvero capace di volare, non sono leggende attribuitegli nel corso del tempo (come attestano numerose testimonianze)! Era un volo estatico, Dio per amore lo "rapiva" e lui si lasciava andare docilmente a questa gravità elevatrice.
Come San Giuseppe stesso attestava, "sentivo una cosa dolce dolce che mi tirava su". Questo mi conforta molto e mi dà speranza, perché è una prova visibile del fatto che Dio ci ama nonostante i nostri difetti o insuccessi quotidiani. Al sentire la parola magica "obbedienza", tornava subito con i piedi per terra tra i comuni mortali. Lui, uomo semplice semplice, divenuto frate per volere di Dio e della Madonna, era visitato da molte persone importanti, come principi e teologi, per avere in cambio dei consigli o pareri su questioni complesse e delicate, aldilà di intrecciati sofismi o pensieri contorti.
Oggi più che mai porto San Giuseppe nel cuore, soprattutto ogni qualvolta i nostri studenti della scuola o del doposcuola si trovano in difficoltà o in prossimità degli esami! È un nostro immancabile e insostituibile compagno di viaggio.
C. P.









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