Gagliarda’s day

Aggiornamento: 2 set


26 giugno 2022


Il 26 giugno si è tenuto il 17° Gagliarda's Day, con racconti e testimonianze su Gino Bartali, il grande campione del ciclismo, durante le quali è intervenuta in una videochiamata anche la figlia Gioia Bartali. A seguire l’ormai immancabile appuntamento con il nostro caro amico giornalista sportivo Nando Sanvito che, con supporto video, ci ha raccontato tante storie di sport come metafora della vita.


Domenica 26 Giugno si è tenuto il Gagliarda’s day, a conclusione di un altro pieno fine settimana di festa in onore del nostro caro Pier Giorgio Frassati, nonché secondo giorno di novena in attesa del 4 Luglio! Dopo un pomeriggio di giochi ed esibizioni in pieno spirito “gagliardo”, ci siamo lasciati affascinare dai racconti delle storie sportive del nostro amico Nando Sanvito. Non è la prima occasione in cui viene a trovarci, ma ogni volta riesce a sempre ad amalgamarsi bene con lo spirito della festa pur parlando di sport! L’altra sera ci ha parlato di vittorie “inaspettate”! Attraverso le diverse storie presentate Nando ha voluto dimostraci che: nello sport la realizzazione di un obiettivo non è solo frutto della preparazione, che non dipende tutto da noi, ma c’è un altro Attore che spesso ci mette lo zampino e d’altra parte ci ha spiegato che questo Attore non può essere una scusa per non preparare al meglio una gara. Servono entrambi, la preparazione ed il sapersi affidare: la tecnica e l’essere coscienti che non dipende tutto da noi. Nando ci ha spiegato che i limiti del perimetro di gara non sono solo quelli definiti da una linea di gioco, così come nella vita; che a volte si può vincere una gara senza neanche accorgersene; che tutto ha sempre senso e c’è un linguaggio del Destino che si fa capire anche attraverso l’esito di una gara, premiando chi contava niente o quasi contro chi aveva mercanteggiato circa l’esito di quella stessa gara; che a volte si passa una vita a sacrificarsi per la preparazione di una gara e poi alla fine il Destino ti permette di usare quella preparazione per aiutare addirittura un tuo avversario in difficoltà, la vittoria passa così in secondo piano, ma in realtà finisci per diventare più popolare del vincitore stesso; che in realtà la persona apparentemente meno dotata può rivelarsi un grande campione e restare nella storia; che lo sport può cambiare una persona non solo migliorandola tecnicamente ma permettendogli un vero e proprio percorso di crescita umana.

Infine Nando è arrivato a spiegare il significato stesso del titolo dell’incontro “A braccia alzate”. Alzare le braccia al cielo dopo un successo indica la traiettoria di un’origine e di una destinazione, qualcosa che non possiamo totalmente controllare o prevedere: è necessario fare un atto di affidamento al cielo.

Sempre un piacere sentire il nostro amico Nando! Sicuramente ci è mancato l’intramontabile “Spazio Gino”, che per problemi tecnici è saltato, ma siamo già pronti per recuperare il prossimo anno! Silvia Grazioli

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