Da tante città, un solo popolo
- 9 feb
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Sabato 7 e domenica 8 febbraio presso il Centro Educativo "La Contea", in occasione dell'annuale Chesterton Gala, sono stati organizzati due momenti di riunione e condivisione tra gli amici e i sostenitori venuti da tutta l'Italia di questa grande opera, l'opera Chesterton. Un’occasione per dare un giudizio a ciò che accade quotidianamente all’interno delle varie opere.
Il Chesterton Gala è, come ogni anno, uno degli eventi più attesi da chi vive all'interno dell’opera, una serata speciale in cui i veri protagonisti sono i ragazzi dell'omonima scuola, che si esibiscono con entusiasmo e passione.

Quello che mi colpisce ogni anno, al di là della bellezza del Gala e dei mesi di preparativi che richiede, è la quantità di amici che arrivano da ogni angolo d’Italia per essere con noi. Persone che fanno chilometri per passare insieme a noi anche solo poche ore, perché sono parte di questa grande storia, che ci unisce tutti quanti. Questi amici vengono da lontano come Ferrara, Bassano del Grappa, Roma, Sannicandro Garganico, Sicilia, Reggio Calabria, Porto Viro… e tanti altri posti! Se non è amicizia questa, non so cos’altro possa esserlo. È evidente che ci debba essere qualcosa di più grande che ci guida in tutto questo.
Crescendo in questo contesto, non smetto mai di stupirmi nel vedere come, anno dopo anno, questa rete di amicizie si allarghi. È come se ci fosse un filo invisibile che lega tutte queste opere, un legame che va oltre noi e che racconta una storia che non scriviamo noi stessi. Siamo parte di qualcosa di più grande.
La cosa che mi sorprende ancora di più è vedere come le amicizie, nonostante il passare degli anni, continuino a crescere. Ogni anno, nuovi membri della Confraternita si uniscono a noi e il legame diventa più forte.

Anche noi, che stiamo crescendo e entrando nel mondo degli adulti, stiamo creando legami sinceri e profondi con i più giovani. È come un segno: questa storia non deve finire!
Durante le prove al casale, insieme agli alunni della scuola, abbiamo visto i video che avremmo poi proiettato la sera del 7 febbraio. In uno di questi, il padre del protagonista, Adam Wayne, dice:
"E tu sei pronto a combattere per ciò che ami?"
Un ragazzo di prima media, seduto accanto a me, ha risposto con voce ferma e convinta: "Sì, io sono pronto a combattere per quello che amo". La sua risposta, così innocente, ma allo stesso tempo così decisa, mi ha colpito profondamente, risvegliandomi a un'importante riflessione. Troppo spesso ci soffermiamo a guardare solo noi stessi, senza renderci conto che intorno a noi c'è qualcosa di straordinario.
Questi amici, questa comunità, non sono affatto qualcosa di scontato. È fondamentale preservare questa amicizia per tutta la vita, perché è un dono che non dobbiamo mai dare per scontato.
Martina G.



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