Suoni in dialogo: un pomeriggio di musica alla Contea
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Non è stato un semplice concerto, ma un’esperienza di ascolto condiviso e partecipato quello che si è svolto nel pomeriggio di domenica 26 aprile presso il Centro Educativo “La Contea” di San Benedetto del Tronto, nell’ambito della terza rassegna I pomeriggi musicali della Contea. L’iniziativa, organizzata dalla Società chestertoniana Italiana in collaborazione con la Consulta degli studenti del Conservatorio Alfredo Casella, ha visto protagonisti giovani musicisti dello stesso istituto, impegnati in un progetto che unisce formazione, divulgazione e pratica esecutiva.
Protagonista del pomeriggio, un quartetto di fiati dalla formazione non convenzionale — flauto, due clarinetti e sax baritono — capace di attraversare epoche e linguaggi con naturalezza e coerenza espressiva.
Il programma, volutamente eterogeneo, ha messo in relazione mondi sonori diversi: dalle architetture limpide di Johann Sebastian Bach alle suggestioni teatrali di Georges Bizet, fino alle atmosfere intense e ritmicamente incisive di Astor Piazzolla. Accanto a questi, spazio anche a Edward Grieg, al famoso brano Palladio, a repertori legati alla cultura degli anime giapponesi — accolti con particolare entusiasmo dai più giovani — e a un brano contemporaneo dal titolo Quartetto libero firmato dal maestro Giovanni Ieie, che ha dato il nome alla formazione, sintetizzandone lo spirito aperto e la libertà di attraversare generi e stili senza confini rigidi.
A rendere il concerto ancora più significativo è stata la dimensione dialogica instaurata con il pubblico. Non una fruizione passiva, ma un confronto diretto: le domande sugli strumenti, sulla produzione del suono e sulle tecniche esecutive hanno trasformato l’ascolto in un momento di scoperta. Il flauto, i clarinetti e il sax baritono non sono rimasti semplici strumenti, ma si sono rivelati per ciò che sono: mezzi espressivi complessi, capaci di raccontare mondi diversi a seconda dell’uso e dell’intenzione interpretativa.
In questo quadro, l’obiettivo della rassegna emerge con chiarezza: avvicinare alla pratica musicale, renderla accessibile senza banalizzarla, stimolare curiosità e partecipazione, soprattutto nelle nuove generazioni. Un’azione culturale concreta, che passa non solo dalla qualità dell’esecuzione, ma dalla capacità di costruire relazioni; nel pomeriggio della Contea, questo si è percepito con nettezza, nel silenzio attento tra un brano e l’altro e negli interventi che hanno dato voce a un ascolto vivo e partecipe.
La musica ha ritrovato la sua funzione più autentica: non solo essere ascoltata, ma diventare esperienza condivisa, spazio di incontro e possibilità di crescita. Un percorso che, grazie all’impegno condiviso tra istituzioni formative e realtà del territorio, permette di coltivare un seme discreto ma concreto, capace di rendere il pubblico parte attiva di una realtà culturale viva e in evoluzione.
Barbara Simeoni











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